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Redazione Lavorista

Cunski o Catania? I conti non tornano per la nave affondata al largo delle coste calabresi

Sarebbe troppo bello pensare che l'articolo a seguire riguardi l'ambiente. Non è così.

Esso riguarda l'informazione, la nostra possibilità di votare e la nostra capacità di proteggere la nostra salute.

Allo stato attuale, tre possibilità, minimali.


Sergio Fornasini
Che bello godersi i programmi televisivi, ci si sente rassicurati e si potrebbe anche finire per diventare ottimisti ad oltranza. Sfortunatamente c'è anche la stampa, e soprattutto la grande Rete. Una ragnatela di informazione, che sempre più spesso diventa una fonte alternativa di notizie per chi vuole superare la francamente eccessiva superficialità dell'informazione televisiva.
Cito ad esempio una vicenda che, a sentire i tiggì, senza ombra di dubbio è pervenuta a felice e rassicurante conclusione, ovvero quella del relitto individuato giorni fa di fronte alle coste di Cetraro. Le ricerche commissionate dal Ministero per l'Ambiente hanno dimostrato al 100%, dicono loro, che si tratta di un vecchio natante silurato nel 1917. Un sospiro di sollievo, niente nave affondata deliberatamente con il suo carico di veleni e scorie, falso allarme e collaboratore di giustizia sbugiardato: tutto a posto e via di nuovo a guardare qualche fiction o reality. Il Ministro Prestigiacomo annuncia in conferenza stampa la soluzione del mistero e critica gli inutili allarmismi dei soliti giornalisti. Con i tempi che corrono, è andata di lusso che non li abbia definiti farabutti.


Foto intitolata "titanic" scattata da Gianmarco Vetrano

Poi eccoli arrivare: i soliti, instancabili pessimisti che confrontano il filmato del 12 settembre scorso con quello girato in questi giorni dalla "Mare Oceano", la nave incaricata di analizzare il relitto, e notano marcate differenze. E c'è anche chi si prende la briga di ritrovare i dati del registro navale, scoprendo che il "Catania" risulta affondato a quasi 5 Km di distanza dal relitto filmato a settembre scorso (nell'immagine del titolo la diversa posizione). Il simpatico natante, oltre ad essere spontaneamente migrato passeggiando sul fondo, differisce in dimensioni dal "Catania", a quanto risulta sempre dal registro navale. Sarà forse stato a causa dell'umidità che il relitto si è allargato ed allungato? Poi c'è il problema del nome impresso sulla fiancata: "Catania" secondo il procuratore di Catanzaro Vincenzo Lombardo, ma sembra non ci siano immagini a dimostrarlo. Naturalmente sono quisquilie a cui badano esclusivamente i soliti scettici.

La Voce di Fiore ha fatto un ottimo lavoro di asseblaggio panoramico delle informazioni circolate sui media, sia quelle rilassanti che altre un po' meno. Segnalo la pagina online all'indirizzo http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=4498 . Buona lettura, stiamo freschi se ci aspettiamo dai vari TG di venire a conoscenza dei dubbi che molti hanno sollevato.

Oltre alle fonti riportate da lavocedifiore.org, segnalo il punto di vista di avvenire.it ove appare evidente che siamo nel dopo Boffo, ed un articolo dei soliti comunisti del Manifesto che hanno fiutato subito qualcosa di strano. Mi sorprende invece che la Riviera online, solitamente molto attenta ai problemi del proprio territorio, ha scitto ben poco su questo argomento. Nessuna sorpresa invece dal Fatto Quotidiano, non ha approfondito più di tanto tutta la storia: sono troppo occupati con le vicende personali e giudiziarie di Berlusconi, oltre che a sparare in prima pagina scoop inconsistenti.

Sergio Fornasini - http://dituttounblog.com

Tag: ambiente, calabria, dei, nave, relitto, rifiuti, tossici, veleni

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