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Il network dei Lavoristi italiani

C'è una cosa che ci intristisce più di ogni altra: quella cosa è la solitudine.
In questa società si è soli e si muore soli.

Se non diventiamo una comunità: non potremo mai farcela e rimarremo sempre e solo delle vittime.

Sempre e solo vittime sole.


Marco Bizzarri
Napoli, 11 maggio 2009, quartiere Sanità. Mariano Bacioterracino, vestito con in pantaloni grigi e camicia bianca se ne sta appoggiato a quello che sembra essere un distributore di gomme americane all'esterno di un bar.
Dall'altro lato dell'ingresso del negozio c'é invece il frigorifero dei gelati ed è li che si piazza un uomo, in jeans e camicia bianca, che per un istante incrocia anche lo sguardo con Bacioterracino.
Appena l'uomo si allontana, arriva in scena il killer vestito con un paio di jeans, un giubbotto verde, e un cappello da baseball nero.


Foto intitolata "Generation X" scattata da Flavio Ronco

Entra nel negozio per una ventina di secondi, poi esce e tira fuori una pistola.
La vittima si accorge che sta per morire quando l'assassino è ormai troppo vicino.
Bacioterracino gira leggermente la testa, con la sigaretta in bocca, per poi cadere in terra raggiunto al fianco dal primo colpo di pistola.
A quel punto, il killer, finisce Bacioterracino con un secondo colpo alla nuca. Poi, come se nulla fosse, si allontana camminando.
E cosa accade intorno mentre il delitto viene consumato? Nulla...una donna - che era accanto alla vittima - si allontana senza neanche voltarsi indietro; un uomo smonta il suo banchetto accanto all'ingresso del bar, rivolgendo a Bacioterracino solo uno sguardo; una passante scavalca il corpo, poi torna indietro e lo solleva per controllare se è morto; un uomo con in braccio una bambina passa lì davanti e tira dritto...
Questo è il riassunto del filmato, di circa quattro minuti, che la Procura della Repubblica di Napoli, ha deciso di diffondere per sollecitare "la collaborazione di chiunque sia in grado di fornire informazioni utili all'identificazione del killer e del suo correo"
Una nota, spiega che il provvedimento "é stato adottato in quanto a tutt'oggi non è stato possibile identificare né l'esecutore materiale del delitto né la persona che si ritiene abbia svolto nell'occasione il ruolo di 'specchiettista', entrambi ben visibili nel video".
Intanto un gruppo di imprenditori, guidati da Ottorino Mattera, ha deciso di donare la somma di 2.000 euro a chi identificherà e farà arrestare il killer.
Per ottenere il premio bisognerà rivolgersi alla Federazione Regionale dei Verdi.
L'iniziativa può essere apprezzabile, ma credo che lo Stato Italiano debba trovare altre soluzioni, se vuole far crollare il muro di omertà che da sempre protegge le organizzazioni criminali e malavitose.

http://scrivitutto.blogspot.com

Tag: camorra, cronaca

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Nicodeme  Lora Commento da Nicodeme Lora su 9 Novembre 2009 a 15:09
Non è come si crede sono napoletana anche se da 17 anni non vivo più a Napoli non è facile giudicare da lontano è un conto ma vivere a Napoli è un altra cosa,racconto una storia di circa 30 anni fa;
Entrò un killer in un bar sparò un uomo davanti a tutti,la padrona del bar successivamente parlando con qualcuno dei suoi clienti disse : io ho conosciuto chi è stato quello che ha sparato.
Questa donna aveva 35 anni ed era incinta,il giorno dopo entrarono nel bar e ammazzarono la padrona del bar. Molti sanno bene che anche dire una vocale sul fatto ti fanno fuori,diciamo che questo non sarebe un problema se si risolvesse il problema ma non è così non si risolve nulla,nulla e non dipende dalla gente che non parla ma dalle istituzioni perchè molti vengono presi messi dentro poi gli avvocati fanno apposta a far scadere i termini per scarcerarli,,,,,,,,credetemi non avete idea cosa significa vivere in una città come Napoli e in provincia ancora peggio,,,,,,,,,
fabio carugo Commento da fabio carugo su 4 Novembre 2009 a 17:11
io davanti a certe cose , mi fermo. Ho la stessa reazion eche ho avuto dopo Gomorra, quando un treno aberrante ti colpisce mostrandoti il marcio della nostra società. Rimango paralizzato.
Io rimango paralizzato, la cosa peggiore è che anche lo stato lo è. E' fermo, immobile, come lo è da tempo. Queste immagini, dovrebbero essere la molla per una lotta ferma, rigorosa, palese e condivisa contro la criminalità organizzata da parte del nostro stato. Invece niente, tutti sconvolti davanti alle immagini e fermi.
L'unico azione intrapresa magari sarà quella di fare un bel film, o forse no, che magari è anti-italiano.

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